Usability

Su una rivista statunitense, una pagina pubblicitaria per una fotocopiatrice affermava: “È così semplice, che la saprebbe usare anche il VicePresidente”.

La discussione sulla Usability (o usabilità) è articolatissima: sono stati scritti molti libri e anche sul web si trovano molte interessanti discussioni.

Il nostro obiettivo è che tutte  le interfacce siano (come irriguardosamente ma pragmaticamente dicono gli inglesi) “idiot proof” o per lo meno -come diciamo noi- le interfacce non devono richiedere sforzi sproporzionati ai bisogni dell’utente.

Ma ecco in sintesi quello che facciamo quando sviluppiamo interfacce software e web: 

1. utilizziamo la grafica per orientare l’utente nelle scelte
2. non presentiamo opzioni e comandi non necessari
3. cerchiamo di dare spiegazioni contestuali (p. es. avvicinando la spiegazione a luogo in cui può nascere il dubbio)
4. riduciamo al minimo i passaggi che l’utente deve fare per arrivare al risultato cercato
5. non richiediamo doppie conferme quando non è indispensabile
6. immaginiamo e cerchiamo di prevenire obiezioni su passaggi pleonastici e ridondanti;
7. facciamo sì che gli errori che può commettere l'utente siano gestiti in modo costruttivo: indicando perché ciò che si è fatto non funziona e, soprattutto, cosa si deve fare per raggiungere ciò che si cerca.

E se è vero che il tema dell'usabilità si è sviluppato con il web, è altrettanto vero che i suoi principi valgono anche (e sono ancora più importanti) per le applicazioni vocali e i sistemi SMS.
"si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio"
Fabrizio de Andrè